CINA, tra crisi ed opportunità

CINA, tra crisi ed opportunità

Si è parlato moltissimo della cisi Cinese in questi ultimi mesi, ed a ragion veduta: al di là dei dati ufficiali, a cui spesso non credono nemmeno gli stessi imprenditori Cinesi, che parlano di un tasso di crescita inaspettatamente ridotto dal 7 al 6.8%, operando in loco si percepisce nettissima una crisi ben più importante dello 0.2% indicato.
Parlando non delle notizie ufficiali, ma solo di notizie ottenute tra le mie conoscenze, dirette o indirette, posso dire che negli ultimi mesi ho visto aziende (Cinesi!) tagliare il personale fino al 30%, imprenditori molto facoltosi perdere milioni di Euro in borsa con i recenti “tonfi”, il prezzo delle case, in vendita o affitto (escluse Shanghai Pechino Canton Shenzhen) è per la prima volta calato su larga scala, cosa che non avevo mai sentito dalla mia prima esperienza Cinese nel lontano 1998.
Altre notizie, facilmente verificabili: in Cina il prezzo dell’acciaio è ora sceso ai livelli del 1996, il mercato delle macchine movimento terra nel 2015 è calato di quasi il 40%, le Banche, che sino ad ora erano rincorse per avere (carissimi) mutui e finanziamenti, ora cercano privati ed aziende per offrire mutui e finanziamenti, a tassi sempre più agevolati, e accettano situazioni anche rischiose, prima impensabili.
Indicazioni che valgono ben di più dei dati ufficiali, peraltro molto facilmente “aggiustabili” in quanto di unica proprietà e gestione del governo Centrale.
In questo panorama a prima vista agghiacciante, considerando quanto ha scosso l’Europa il crollo della minuscola economia Greca recentemente, si possono invece trovare spunti molto positivi e incentivanti per investitori stranieri in Cina.
Al contrario delle nostre generali situazioni Europee, con reddito medio alto, ma stati molto indebitati, in Cina si ha pur sempre un reddito medio molto basso, al momento il pro capite è al 74° posto al mondo con 8300 US$/anno, ma un governo molto forte e ricco (grazie anche ai titoli di stato USA che possiede) che può intervenire in maniera rapidissima ed efficiente ad ogni situazione.
Per il 2016 sono stati stanziati per nuove infrastrutture (aeroporti, autostrade, treni alta velocità), ma soprattutto per aiutare il generale stato di crisi, circa 7000 miliardi di RMB, al cambio 1000 miliardi di Euro. Parliamo solo del 2016!
Il tasso di crescita, seppure non crediamo al 6.8%, fosse anche il solo 5%, rimane in assoluto un valore altissimo, se moltiplicato per un miliardo e mezzo circa di abitanti in costante crescita.
Per tradizione storica poi, la cultura Cinese non prevede obiettivi a lungo termine. Il tutto si svolge con decisioni rapidissime e impulsive, sia a livello imprenditoriale, che personale, che governativo.  Parlando piani di investimento bancari, o azionari, si parla di “medio termine” quando si tratta di 30 giorni, breve termine una settimana e lungo termine (quasi improponibile) 6 mesi.
Questo fa sì che in momenti di effettiva crisi come ora, tutti cercano di svuotare i loro magazzini, qualunque sia il loro prodotto, per fare cassa, per poi magari riprendere ad acquistare massicciamente tra 2 mesi quando le prospettive sono migliori. Con rapidità di reazione eccezionale, perché sanno che in tempo di crisi tutto si compra meglio e si può trattare meglio al ribasso.
Dossi e valli si susseguono rapidissimi, con imprenditori sempre pronti e un Governo Centrale che riesce a mediare con grande efficienza e rapidità, come fece nel 2009, anche le situazioni più difficili.
Non dimentichiamoci l’anomalia, peraltro voluta e molto ben gestita, del cambio valuta. La Cina, seconda potenza monetaria mondiale, ha una valuta che si può usare solo all’interno della nazione stessa. Ogni cambio di valuta, a parte piccole somme personali, è molto rigorosamente controllato dalla banca Centrale, e questo dà loro un controllo eccezionale su possibili speculazioni da parte di qualsiasi operatore straniero.
Riassumendo, la Cina rimane, sia per chi vende, che per chi compra, che per chi vuole stabilire una propria unità permanente, un mercato unico ed eccezionale, anche nei periodi di difficoltà come lo stanno vivendo ora.
Basta ricordarsi che comunque le regole e soprattutto le abitudini, sono molto molto diverse dalle nostre e che siamo assolutamente noi che dobbiamo abituarci ad esse ed a doverle imparare: il vice-versa non accadrà mai!